The sidereal messenger of Galileo Galilei : $b and a part of the preface to Kepler's Dioptrics containing the original account of Galileo's astronomical discoveriesGalilei, Galileo
History
The sidereal messenger of Galileo Galilei : $b and a part of the preface to Kepler's Dioptrics containing the original account of Galileo's astronomical discoveries
Galilei, Galileo
Astronomy -- Early works to 1800; Jupiter (Planet) -- Satellites
“È tempo che io deciferi a Vostra Signoria Illustrissima e
Reverendissima e per lei al Sig. Keplero le lettere trasposte
le quali alcune settimane sono le inviai; è tempo dico, giacchè
sono interamente chiaro della verità del fatto, sicchè non ci
resta un minimo scrupolo, o dubbio. Sapranno dunque come circa a
tre mesi fa vedendosi Venere vespertina la cominciai ad osservar
diligentemente coll’occhiale, per veder col senso stesso
quello di che non dubitava punto l’intelletto. La vidi dunque sul
principio di figura rotonda, pulita e terminata, ma molto picciola;
di tal figura si mantenne sino che cominciò ad avvicinarsi alla
sua massima digressione, ma tra tanto andò crescendo in mole.
Cominciò poi a mancare dalla rotondità nella sua parte orientale
ed avversa al Sole, e in pochi giorni si ridusse ad esser un mezzo
cerchio perfettissimo, e tale si mantenne, senza punto alterarsi,
finchè incominciò à ritirarsi verso il Sole, allontanandosi
dalla tangente. Ora va calando dal mezzo cerchio, e si mostra
cornicolata, e anderà assottigliandosi sino all’occultazione,
riducendosi allora con corna sottilissime. Quindi passando all’
apparizione mattutina, la vedremo pur falcata, e sottilissima e
colle corna avverse al Sole; anderà poi crescendo fino alla massima
digressione, dove apparirà semicircolare, e tale senza alterarsi si
manterrà molti giorni, e poi dal mezzo cerchio passerà presto al
tutto tondo, e così rotonda si conserverà poi per molti mesi. Il
suo diametro adesso è circa cinque volte maggiore di quello, che
si mostrava nella sua prima apparizione vespertina; dalla quale
mirabile esperienza abbiamo sensata, e certa dimostrazione di due
gran questioni state fin qui dubbie trà i maggiori ingegni del
Mondo. L’una è, che i Pianeti tutti son di lor natura tenebrosi
(accadendo anco a Mercurio l’istesso, che a Venere). L’altra, che
Venere necessarissimamente si volge intorno al Sole, come anco
Mercurio, cosa, che degli altri Pianeti, fu creduta da’ Pitagorici,
dal Copernico, dal Keplero e da’ loro seguaci, ma non sensatamente
provata, come ora in Venere, ed in Mercurio.
“Averanno dunque il Sig. Keplero, e gli altri Copernicani da
gloriarsi di aver creduto e filosofato bene, sebbene ci è toccato,
e ci è per toccare ancora ad esser reputati dall’ università dei
Filosofi in libris, per poco intendenti, e poco meno che stolti.
“Le parole dunque, che mandai trasposte, e che dicevano,
Haec immatura a me jam frustra leguntur, o.y.
dicono ordinate
Cynthiae figuras aemulatur mater amorum.
Public-domain text, read in full here on John Shaqi.
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