A Decade of Italian Women, vol. 1 (of 2)Trollope, Thomas Adolphus
History
A Decade of Italian Women, vol. 1 (of 2)
Trollope, Thomas Adolphus
Italy -- Biography; Women -- Biography
In her last hours she was visited by her faithful and devotedly
attached friend Michael Angelo, who watched the departure of the spirit
from her frame; and who declared,[214] years afterwards, that he had
never ceased to regret that in that solemn moment he had not ventured
to press his lips for the first and last time, to the marble forehead
of the dead.
She had directed that her funeral should be in all respects like that
of one of the sisters of the convent in which she last resided. And so
completely were her behests attended to, that no memorial of any kind
remains to tell the place of her sepulture.
APPENDIX.
ORIGINAL TEXT OF CATHERINE'S LETTER TO THE KING OF FRANCE.
LETTERA 187.
Carissimo padre in Cristo dolce Jesù. Io Catarina, schiava de' servi
di Jesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo, con desiderio
di vedere in voi uno vero e perfettissimo lume, acciò che cognosciate
le verità di quello che v'è necessario per la vostra salute. Senza
questo lume andaremmo in tenebre, la qual tenebre non lascia discernere
quello che ci è nocivo all'anima e al corpo, e quello che ci è utile;
e per questo guasta il gusto dell'anima, che le cose buone le fanno
parer cattive e le cattive buone, cioè il vizio; e quelle cose che ci
conducono a peccato, ci pajono buone e dilettevoli; e le virtù e quello
che ci induce alla virtù ci pajono amare e di grande malagevolezza: ma
chi ha lume cognosce bene la verità: e però ama la virtù, e Dio, che è
la cagione di ogni virtù, ed odia il vizio e la propria sensualità, che
è cagione d'ogni vizio. Chi ci tolle questo vero e dolce lume? L'amor
proprio che l'uomo ha a sè medesimo, il quale è una nuvola che offusca
l'occhio dell'intelletto e ricopre la pupilla del lume della santissima
fede; e però va come cieco ed ignorante seguitando la fragilità sua,
tutto passionato senza lume di ragione, si come animale che, perchè non
ha ragione, si lassa guidare al proprio sentimento. Grande miseria e
dell'uomo, il quale Dio ha creato all'imagine e similitudine sua, che
egli voluntariamente per suo difetto si facci peggio che animale bruto,
come ingrato ed ignorante non cognosce, nè ricognosce li benefizj da
Dio, ma ritribuisceli a sè medesimo. Dall'amor proprio procede ogni
male. Unde vengono le ingiustizie e tutti gli altri difetti? dall'amore
proprio. Egli commette ingiustizia contra Dio, contra sè e contra al
prossimo suo, e contra la santa Chiesa. Contra Dio la commette, che non
rende gloria e loda al nome suo come egli è obbligato; a sè non rende
odio e dispiacimento del vizio, ed amore delle virtù; nè al prossimo
la benivolenza; e se egli è signore non gli tiene giustizia, perchè
non la fa se non secondo il piacere delle creature o per proprio suo
piacere umano. Nè alla Chiesa rende l'obbedienzia e non la sovviene, ma
continuamente la perseguita: di tutto è cagione l'amor proprio, che non
il lassa cognoscere la Verità, perchè è privato del lume. Questo ci è
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