Chips from a German Workshop, Volume 4: Essays Chiefly on the Science of LanguageMüller, F. Max (Friedrich Max)
Religion
Chips from a German Workshop, Volume 4: Essays Chiefly on the Science of Language
Müller, F. Max (Friedrich Max)
Comparative linguistics; Folklore; Literature -- History and criticism; Mythology; Religions
the foundation of all his grand hopes, he kicked his glasses to a great
distance into the street, and broke them into a thousand
pieces.--“_Spectator._” (From the “Sixth Book,” published by the
Scottish School Book Association, W. Collins & Co., Edinburgh).
NOTE B.
Pertsch, in Benfey’s “Orient und Occident,” vol. ii. p. 261. Here the
story is told as follows: “Perche si conta che un certo pouer huomo
hauea uicino a doue dormiua, un mulino & del buturo, & una notte tra se
pensando disse, io uenderò questo mulino, & questo butturo tanto per il
meno, che io comprerò diece capre. Le quali mi figliaranno in cinque
mesi altre tante, & in cinque anni multiplicheranno fino a quattro
cento; Le quali barattero in cento buoi, & con essi seminarò una
cãpagna, & insieme da figliuoli loro, & dal frutto della terra in altri
cinque anni, sarò oltre modo ricco, & farò un palagio _quadro_, adorato,
& comprerò schiaui una infinità, & prenderò moglie, la quale mi farà un
figliuolo, & lo nominerò Pancalo, & lo farò ammaestrare come bisogna. Et
se vedrò che non si curi con questa bacchetta cosí il percoterò. Con che
prendendo la bacchetta che gli era uicina, & battendo di essa il vaso
doue era il buturo, e lo ruppe, & fuse il buturo. Dopò gli partorì la
moglie un figliuolo, e la moglie un dì gli disse, habbi un poco cura di
questo fanciullo o marito, fino che io uo e torno da un seruigio. La
quale essendo andata fu anco il marito chiamato dal Signore della terra,
& tra tanto auuenne che una serpe salì sopra il fanciullo. Et vna
donzella uicina, corsa là l’uccise. Tornato il marito uide insanguito
l’vscio, & pensando che costei l’hauesse ucciso, auanti che il uedesse,
le diede sul capo, di un bastone, e l’uccise. Entrato poi, & sano
trouando il figliuolo, & la serpe morta, si fu grandemente pentito, &
piāse amaramente. Cosí adunque i frettolosi in molte cose errano.” (Page
516.)
NOTE C.
This and some other extracts, from books not to be found at Oxford, were
kindly copied for me by my late friend, E. Deutsch, of the British
Museum.
“Georgii Pachymeris Michael Palæologus, sive Historia rerum a M. P.
gestarum,” ed. Petr. Possinus. Romæ, 1666.
Appendix ad observationes Pachymerianas, Specimen Sapientiæ Indorum
veterum liber olim ex lingua Indica in Persicam a Perzoe Medico: ex
Persica in Arabicam ab Anonymo: ex Arabica in Græcam a Symeone Seth,
a Petro Possino Societ. Iesu, novissime e Græca in Latinam translatus.
Public-domain text, read in full here on John Shaqi.
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