Eminent literary and scientific men of Italy, Spain, and Portugal. Vol. 2 (of 3)Shelley, Mary Wollstonecraft
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Eminent literary and scientific men of Italy, Spain, and Portugal. Vol. 2 (of 3)
Shelley, Mary Wollstonecraft
Authors -- Biography; Scientists -- Biography
[Footnote 36: Come poi per veder Argo e Micene
Lasciassi Elide e Pisa, e quivi fussi
Adorator di deità terrena,
Con tutto quel che in servitù soffersi,
Troppo nojosa istoria a te l' udirlo,
A me dolente il raccontarlo fora.
Si dirò sol, che perdei l' opra, e il frutto.
Scrissi, piansi, cantai, arsi, gelai,
Corsi, stetti, sostenni, or tristo, or lieto,
Or alto, or basso; or vilipeso, or caro.
E come il ferro Delfico; stromento
Or d'impresa sublime, or d' opra vile,
Non temei risco e non schivai fatica:
Tutto fei, nulla fui: per cangiar loco,
Stato, vita, pensier, costumi e pelo,
Mai non cangiai fortuna: alfin conobbi,
E sospirai la libertà primiera.
E dopo tanti strazi, Argo lasciando
E le grandezze di miseria piene,
Tornai di Pisa ai riposati alberghi.
* * * * *
Ma chi creduto avria di venir meno
Tra le grandezze, e impoverir nell' oro?
Io mi pensai che ne' reali alberghi
Fossero tanto più le genti umane,
Quant' esse han più di tutto quel dovizia
Ond' ha l' umanità si nobil fregio.
Ma vi trovai tutto il contrario, Uranio,
Gente di nome e di parlar cortese,
Ma d'opre scarsa e di pietà nemica:
Gente placida in vista e mansueta,
Ma più del cupo mar tumida e fera;
Gente sol d' apparenza, in cui se miri
Viso di carità, mente d'invidia
Poi trovi, e in dritto sguardo animo bieco,
E min or fede allor, che più lusinga.
Quel ch' altrove è virtù, quivi è difetto.
Dir vero, oprar non torto, amar non finto,
Pietà sincera, inviolabil fede,
E di core e di man vita innocente;
Stiman d' animo vii, di basso ingegno
Sciocchezza e vanità degna di riso.
L'ingannare, il mentir, la frode, il furto
E la rapina, di pietà vestita,
Cescer col danno e precipizio altrui,
E far a sè, dell' altrui biasmo onore,
Son le virtù di quella gente infida:
Non merto altrui, non valor, non riverenza,
Nè d' età, nè di grado, nè di legge,
Non freno di vergogna, non rispetto
Nè d' amor nè di sangue, non memoria
Di ricevuto ben, nè finalmente,
Cosa si venerabile, o si santa
O si giusta esser può, che a quella vasta
Cupidigia d' onori, a quella ingorda
Fame d' avere, inviolabil sia.
Or io, che incauto e di lor arti ignaro
Sempre mi vissi, e portai scritto in fronte
Il mio pensiero, e disvelato il core,
Tu puoi pensar se a non sospetti strali
D'invida gente fui scoperto segno.
_Pastor Fido_, atto V. scena 1.]
TORQUATO TASSO
1544-1595.
"Tu che ne vai in Pindo,
Ivi pende mia cetra ad un cipresso,
Salutala in inio nome, e dille poi
Ch' io son dagl' anni e da fortuna oppresso."
"Thou, who to Pindus tak'st thy way,
Where hangs my harp upon the cypress tree,
Salute it in my name, and say,
I am bow'd down with years and misery."
Public-domain text, read in full here on John Shaqi.
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