The works of John Dryden, now first collected in eighteen volumes. Volume 07Dryden, John
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The works of John Dryden, now first collected in eighteen volumes. Volume 07
Dryden, John
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sommissione: le parole della Reina ambigue, dicendoli; che lo
vedeva volentieri, ma che molto piu volontieri l' arebbe veduto in
altro tempo; alla quale egli rispose con sembiante modestissimo ma
con parole altiere: Ch' egli era buon servitore del Re, e che
avendo intese le calunnie date all' innocenza sua, e le cose che si
trattavano contra la religione e contra gli uomini dabbene di quel
popolo, era venuto, o per divertire il male, e espurgarese stesso,
ovvero per lasciar la vita in servizio di Santa Chiesa e della
salute universale. La Reina, interrotto il ragionamento, mentre
egli salutava, come e solito, le altre Dame della corte, chiamo
Luigi Davila suo Gentiluomo d' onore, e gli commise, che facesse
intendere al Re, ch' era arrivato il Duca di Guisa, e ch' ella fra
poco l' arebbe condotto al Lovero personalmente. Si commosse di
maniera il Re, ch' era nel suo gabinetto con Monsignore di
Villaclera, con Bellieure e con l' abbate del Bene, che fu
costretto appogiarsi col braccio, coprendosi la faccia, al
tavolino, e interrogato il Davila d' ogni particolare, gli
commando, che dicesse segretamente alla Reina, che framettesse piu
tempo che fosse possibile alla venuta. L' Abbate del Bene e il
Colonello Alfonso Corso, il quale entro in questo punto nel
gabinetto, e era confidentissimo, servitore del Re, e pieno di
merito verso la corona, lo consigliavano, che ricevendo il Duca di
Guisa nel medesimo gabinetto, lo facese uccidere subito nell'
istesso luogo, dicendo l' abbate questo_ Percutiam pastorem, et
dispergentur oves_. Ma Villaclera, Bellieure, e il gran Cancelliere
che sopravvenne, furono di contrario parere allegando esesr tanta
la commozione del popolo, che in caso tale, sprezzando la Maesta
regia, e rompendo tutti i vincoli delle leggi, sarebbe corso a
precipitosa vendetta, e che non essendo le cose ancora
apparecchiate per la difesa propria, e per frenare il furore della
citta le forze de' Parigini erano troppo poderose parole per
stuzzicarle."_ Lib. ix.
14. For this scene also, which gave great offence to the followers of
Monmouth, our author had the authority of Davila in the
continuation of the passage already quoted.
Public-domain text, read in full here on John Shaqi.
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