Eminent literary and scientific men of Italy, Spain, and Portugal. Vol. 1 (of 3)Shelley, Mary Wollstonecraft
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Eminent literary and scientific men of Italy, Spain, and Portugal. Vol. 1 (of 3)
Shelley, Mary Wollstonecraft
Authors -- Biography; Scientists -- Biography
[Footnote 25: "'O Tosco! che per la città del foco
Vivo ten' vai così parlando onesto
Piacciati di restare in questo loco:
La tua loquela ti fa manifesto
Di quella nobil patria natio,
Alla qual forse fui troppo molesto.'
Subitamente questo suono uscìo
D'una dell' arche: pero m'accostai,
Temendo, un poco più al duco mio.
Ed ei mi disse: 'Volgiti, che fai?
Vedi là Farinata, che s' è dritto.
Dalla cintola 'n su tutto 'l vedrai.'
Jo avea già 'l mio viso nel suo fitto;
Ed ei s' ergea col petto, e con la fronte,
Come avesse lo 'nferno in gran dispitto;
E l' animose man del duca, e pronte,
Mi pinser tra le sepolture a lui;
Dicendo: 'Le parole tue sien conte.'
Tosto ch' al piè della sua tomba fui,
Guardommi un poco, e poi, quasi disdegnoso,
Mi dimandò:--'Chi fur li maggior fui?'
Jo, ch' era d' ubbidir desideroso,
Non gliel celai, ma tutto gliele apersi:
Ond' ei levò le ciglia un poco in soso:
Poi disse:--'Fieramente furo avversi
A me, e à miei primi, e à mia parte,
Sì che per due fiate gli dispersi.'
S' ei fur cacciati, e' tornar d' ogni parte,'
Risposi lui, l' una e l' altra fiata,
Ma i vostri non appresser ben quell' arte.'
Allor surse alla vista scoperchiata
Un' ombra lungo questo infino al mento;
Credo, che s' era inginocchion levata.
D' intorno mi guardò, come talento
Avesse di veder, s' altri era meco;
Ma, poi che 'l sospicciar fu tutto spento,
Piangendo disse;--'Se per questo cieco
Carcere vai per altezza d' ingegno,
Mio figlio ov' è, e perchè non è teco?'
Ed io a lui: 'Da me stesso' non vegno;
Colui, ch' attende là, per qui mi mena,
Forse cui Guido vostro ebbe a disdegno.'
Le sue parole, e' l modo della pena
M' avevan di costui già letto il nome;
Però fu la risposta così piena.
Di subito drizzato gridò;--'Come
Dicesti, egli ebbe? non viv' egli ancora?
Non fiere gli occhi suoi lo dolce lome?'
Quando s' accorse d' alcuna dimora,
Ch ' io faceva dinanzi alla risposta,
Supin ricadde, e più non parve fuora.
Ma quell' altro magnanimo, a cui posta
Restato m'era, non mutò aspetto,
Ne’ mosse collo, ne’ piegò sua costa:
'E se,' continuando al primo detto,
'Egli ban quell' arte, disse, male appresa
Ciò mi tormenta più che questo letto.
Ma non cinquanta volte fia raccesa
La faccia della donna, che qui regge,
Che tu saprai quanto quell' arte pesa.
E se tu mai nel dolce mondo regge,
Dimmi, perchè quel popol è si empio
Incontr' a' miei in ciascun sua legge?'
Ond' io a lui; 'Lo strazio e 'l grande scempio,
Che fece 'l Arbia colorata in rosso,
Tale orazion fa far nel nostro tempio.'
Poi ch' ebbe sospirando il capo scosso,
'A ciò non fu' io sol, disse, nè certo
Senza cagion sarei con gli altri mosso;
Ma fu' io sol colà, dove sofferto
Fu per ciascun di torre via Fiorenza,
Colui, che la difesi a viso aperto.'
'Deh! se riposi mai vostra semenza!'
Prega' io lui, solvetemi quel nodo
Che qui ha inviluppata mia sentenza;
E’ par, che voi vegliate, se ben odo,
Dinanzi quel, che 'l tempo seco adduce,
E nel presente tenete altro modo.'
Public-domain text, read in full here on John Shaqi.
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