The life and correspondence of Sir Anthony Panizzi, K.C.B., Vol. 2 (of 2): Late principal librarian of the British museum, senator of Italy, etc.Fagan, Louis
History
The life and correspondence of Sir Anthony Panizzi, K.C.B., Vol. 2 (of 2): Late principal librarian of the British museum, senator of Italy, etc.
Fagan, Louis
Panizzi, Anthony, Sir, 1797-1879
Che allo stato delle cose, a fronte degl’impegni assunti a
Villafranca e sino ad un certo punto confermati a Zurigo
dall’Imperatore, un Congresso europeo sia una necessità, parmi
cosa evidente. Ove il Congresso non si riunisse, e la Francia
impedisse l’Italia centrale dall’uscire del provvisorio col
contrastare le decretate fusioni, quei paesi sarebbero esposti a
gravi pericoli. Nelle Romagne gli uomini superlativi, e colà ve ne
son molti, potrebbero spingere Garibaldi a tentare un’impresa
nelle Marche e fors’anche negli Abruzzi; a Modena l’occupazione
per parte dell’Austria dell’Oltrepò Mantovano, conseguenza
inevitabile del trattato, potrebbe far nascere collisioni dannose;
la Toscana forse potrebbe sopportare più a lungo una condizione
incerta, ma anche colà le mène dei retrivi secondate dai preti
produrrebbero forse gravi perturbazioni. Il Congresso adunque è
richiesto dagli stessi interessi dell’Italia. Ciò ammesso,
l’Inghilterra deve parteciparvi e per decoro suo e pel bene
nostro. L’Austria non contrasterà il suo intervento, e ammetterà
le sue riserve, quando si stabilisca che nel medesimo non abbia a
farsi parola delle provincie sulle quali conserva il suo impero. E
duro l’avere a rinunziare ad alzare la voce a favore dell’infelice
Venezia; eppure è forza il far tacere le più vive simpatie per non
sacrificare il possibile al desiderabile.
L’Austria, rassicurata sul Veneto, dovrà acconsentire alia massima
inglese, che si abbia a rispettare i voti degl’Italiani. Per dare
a questa forma più diplomatica, basterebbe il dire che le Potenze
s’impegnano a non imporre colle armi una forma qualunque di
governo ai popoli dell’Italia centrale. Questo è il principio di
non intervento già, proclamato dall’Imperatore nei suoi scritti e
nei suoi discorsi. Propugnato dalla Francia e dall’Inghilterra e
fors’anche dalla Russia, sarà subíto dall’Austria ed accettato
dalla Prussia.
Passando quindi alla costituzione del Congresso, non esito a
pronunziarmi per l’esclusione delle Potenze minori. Se si
trattasse solo dei Ducati e della Toscana, il loro intervento
sarebbe giovevole; ma siccome la questione la più ardua e dirò
pure la più importante è quella delle Romagne, temerei che il Papa
avesse a trovare nella Spagna e nel Portogallo ardenti difensori.
Il Congresso riunito, la condotta dell’Inghilterra non può essere
dubbia. Proporrebbe dapprima che i voti dei popoli legalmente
espressi ricevessero la sanzione dell’Europa. Questa proposta
essendo rigettata, proporrebbe che i popoli venissero interrogati
pel mezzo del suffragio universale, da constatarsi dai
rappresentanti del Congresso. Questa proposta troverebbe appoggio
nella Francia, e sarebbe probabilmente accettata.
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