The life and correspondence of Sir Anthony Panizzi, K.C.B., Vol. 2 (of 2): Late principal librarian of the British museum, senator of Italy, etc.Fagan, Louis
History
The life and correspondence of Sir Anthony Panizzi, K.C.B., Vol. 2 (of 2): Late principal librarian of the British museum, senator of Italy, etc.
Fagan, Louis
Panizzi, Anthony, Sir, 1797-1879
Rispetto alle Romagne sarà facile all’Inghilterra il far
respingere l’idea delle riforme papali. Accettandola, si fa peggio
che una cosa odiosa, si fa una cosa ridicola. Non e necessario di
essere un gran statista nè gran teologo per rimanere convinti che
il Papa non solo non vuole, ma non può acconsentire a
serieriforme. Finchè sarà Papa e Re, dovrà in coscienza impiegare
le forze del Re per fare rispettare i decreti del Pontefice. La
separazione dei due poteri non è possibile. Il Papa non può
acconsentire nè alla libertà dell’insegnamento, nè alla libertà
dei culti, nè alla libertà della stampa. Non può tollerare le
libertà municipali, salvochè per queste s’intenda la facoltà di
regolare a beneplacito dei Municipi le strade consortili ed i
lastricati delle strade. Il Papa, come Papa, subirà, più
facilmente la perdita di una provincia, che non la promulgazione
nei suoi Stati del Codice civile napoleonico. La ristaurazione
papale deve impedirsi ad ogni costo; è questione non solo
italiana, ma d’interesse europeo. Importa a noi, ma importa pure
all’Inghilterra, alla Prussia, alla Russia stessa, a tutti i paesi
ove si vuole lo sviluppo della civiltà, il quale richiede come
condizione essenziale la separazione assoluta dei due poteri. Se
il Papa conseguisse una vittoria in Italia, la tracotanza e
l’orgoglio dei Cullen e dei McHale crescerebbe a dismisura, e
l’Europa sarebbe minacciata in non lontano avvenire dal pericolo
di lotte religiose analoghe a quelle dei secoli scorsi. Si ceda su
tutto anzichè sacrificare le Romagne. La lor causa, lo ripeto, è
la causa della civiltà.
Quando l’Inghilterra riesca ad allontanare le proposte
austro-franche, torni a mettere in campo le primitive sue, ed ove
non prevalgano, proponga l’unione immediata di Parma e Carrara al
Piemonte e lo stabilimento di un Governo provvisorio, ma
fortemente costituito, che riunisca sotto di sè Firenze, Modena e
Bologna.
Ecco il mio parere, ve lo do per quel che vale. Lontano dagli
affari, con poche relazioni coi Ministri, ignoro forse molte cose
che modificare potrebbero la mia opinione. Tuttavia giudicando la
questione dell’Italia centrale dai dati che sono in certo modo
acquistati alla storia, porto ferma opinione che, ove
l’Inghilterra seguisse la via de me tracciata, riuscirebbe
nell’intento di assicurare le sorti dell’Italia centrale con utile
nostro e gloria sua.
Addio, carissimo amico; proseguite a perorare la nostra causa
presso la nobile nazione inglese, ed i vostri sforzi non
rimarranno sterili. Ripeto ora quel che dicevo in febbraio alla
Camera ed all’Italia: Gli uomini di Stato, che hanno onorata la
loro camera col compiere l’emancipazione dei neri, non vorranno
condannare l’Italia ad eterno servaggio.
Vostro affezionatissimo amico
“C. CAVOUR.”
Public-domain text, read in full here on John Shaqi.
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