The sidereal messenger of Galileo Galilei : $b and a part of the preface to Kepler's Dioptrics containing the original account of Galileo's astronomical discoveriesGalilei, Galileo
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The sidereal messenger of Galileo Galilei : $b and a part of the preface to Kepler's Dioptrics containing the original account of Galileo's astronomical discoveries
Galilei, Galileo
Astronomy -- Early works to 1800; Jupiter (Planet) -- Satellites
sua irradiazione è grande, e fiera in modo, che l’istesso globo
tra i proprii crini s’implica, e quasi si perde, e con qualche
difficoltà si distingue; dove che Giove (e molto più Saturno)
si vedono e terminati, e di una luce languida, e per così dire
quieta. E per tanto io stimo, che bene filosoferemo, referendo la
causa della scintillazione delle Stelle fisse, al vibrare, che elle
fanno dello splendore proprio e nativo dall’intima loro sustanza;
dove che nella superficie de’ Pianeti termina più presto, e si
finisce l’illuminazione, che dal Sole deriva, e si parte. Se io
sentirò qualche particolare questione ricevuta dal medesimo Sig.
Wackher, non resterò d’affaticarmivi intorno, per dimostrarmi,
quale io sono desiderosissimo di servire un tanto Signore, e non
già con isperanza di aggiungere al termine conseguito dal suo
discorso, perchè benissimo comprendo, che a quanto sia passato
per lo finissimo cribro del giudizio di esso, e del Sig. Keplero,
non si può aggiungere di squisitezza; nè io pretenderei altro,
che col dubitare, e mal filosofare, eccitar loro al ritrovamento
di nuove sottigliezze. Gl’ingegni singolari, che in gran numero
fioriscono nell’Alemagna, mi hanno lungo tempo tenuto in desiderio
di vederla, il qual desiderio ora si raddoppia per la nuova grazia
dell’Illustrissimo Sig. Wackher, la quale mi farebbe divenir
grande ogni picciola occasione, che mi si presentasse. Ma ho di
soverchio occupata Vostra Signoria Illustrissima e Reverendissima.
Degnisi per fine di offerirmi e dedicarmi devotissimo servidore
all’Illustrissimo Sig. Wackher, salutando anco caramente il Sig.
Keplero, ed a lei con ogni riverenza bacio le mani, e dal Signore
Dio le prego somma felicità.
“[Di Firenze li 26] di Marzo 1611. Di Vostra Signoria Illustrissima
e Reverendissima obbligatissimo Servidore,
GALILEO GALILEI.”
When translated, the meaning is as follows:—
Public-domain text, read in full here on John Shaqi.
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