Tuscan folk-lore and sketches, together with some other papersAnderton, Isabella Mary
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Tuscan folk-lore and sketches, together with some other papers
Anderton, Isabella Mary
Folklore -- Italy; Italian literature -- Translations into English
La fede in un Dio etico, onnipotente, cui non si propizia per
sacrifizi di tori e di agnelli, non è un’evoluzione dall’Animismo,
dall’adorazione degli antenati, che esiste tuttora fra i popoli meno
progrediti, nè il concetto di un tal Dio nasce da quello astratto di
spirito, come ordinariamente si asserisce. Tale fede, tale concetto
si trovano fra i popoli meno evoluti che si conoscano, ma vengono
sopraffatti durante il progresso materiale ed intellettuale della
razza: in parte dal desiderio di avere un Dio più trattabile, meno
esigente; in parte dalle invenzioni della classe sacerdotale, che per
il proprio vantaggio asseconda codesto desiderio; in parte dai miti
che oscurano il concetto fondamentale della Deità. Solo fra il popolo
ebraico codesto concetto fondamentale potè perdurare; ma perdurò per
opera dei profeti, ad onta delle tendenze popolari verso il politeismo
e delle pretese della classe sacerdotale.
Tale la tesi del signor Lang. Per svilupparla, egli esamina prima
le fonti da cui potrebbe scaturire, nell’uomo primitivo, l’idea di
spirito; e qui non rifugge dall’investigare quelle manifestazioni della
regione X della natura umana, cui gli scienziati rifiutano in generale
di rivolgere l’attenzione. Il Lang è di natura alquanto scettico, ma
sostiene che il consenso di tradizioni del passato di tutti i popoli
e di fatti che si possono con cura verificare oggi intorno alla
telepatia, alla chiaroveggenza, rende non scientifica l’attitudine
di quegli scienziati i quali si rifiutano ad indagini e deridono
senz’altro l’idea che esista una potenza per cui individui, senza la
propria volontà o con essa, possano acquistare conoscenza di fatti
accaduti, o che stanno accadendo, per altri mezzi che non siano quelli
apparenti dei sensi.
Vagliando con cura le narrazioni dei viaggiatori di tutti i tempi, ma
specialmente di quelli più recenti, e confrontandole colle esperienze
sue proprie nell’indovinare i fatti ignoti e passati scrutando in
un cristallo (_crystal-gazing_, _scryer_), il Lang conclude, che la
chiaroveggenza, esistente in certi individui e specialmente fra certe
razze (gli Scozzesi ad esempio) e molto evidentemente sviluppata
(nonostante gli inganni dei “veggenti”) fra i popoli meno progrediti,
fornisca esperienze vere abbastanza meravigliose per dar luogo all’idea
di spirito ed all’animismo che forma la religione attuale di molte
tribù.
Public-domain text, read in full here on John Shaqi.
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