A manual of Italian literatureCliffe, Francis Henry
History
A manual of Italian literature
Cliffe, Francis Henry
Italian literature -- History and criticism
In the Opera of _Demofoonte_ Dircea declares her constancy to Timante:
In te spero, o sposo amato,
Fido a te la sorte mia;
E per te, qualunque sia,
Sempre cara a me sarà.
Pur che a me nel morir mio
Il piacer non sia negato
Di vantar che tua son io,
Il morir mi piacerà.
Creusa contrasts the happiness of primitive ages with the artificiality
of the present:
Felice età dell' oro,
Bella innocenza antica,
Quando al piacer nemica
Non era la virtù!
Dal fasto e dal decoro
Noi ci troviamo oppressi;
E ci formiam noi stessi
La nostra servitù.
In the _Isola Disabitata,_ Costanza deplores her forsaken condition:
Se non piange un' infelice,
Da' viventi separata,
Dallo sposo abbandonata,
Dimmi, oh Dio, chi piangerà?
Chi può dir ch'io pianga a torto,
Se nè men sperar mi lice
Questo misero conforto
D'ottener l' altrui pietà?
In the _Clemenza di Tito,_ Titus declares that if he cannot reign by
love, he will not reign by fear:
Se al impero, amici Dei!
Necessario è un cor severo,
O togliete a me l' impero,
O a me date un altro cor.
Se la fe de' regni miei
Con l' amor non assicuro,
D'una fede io non mi curo
Che sia frutto del timor.
The Chorus declares that it is not to be wondered at that the Gods
protect a Prince as noble as themselves:
Che del Ciel, che degli Dei
Tu il pensier, l'amor tu sei,
Grand' eroe, nel giro angusto
Si mostrò di questo dì.
Ma cagion di meraviglia
Non è già, felice Augusto,
Che gli Dei chi lor somiglia
Custodiscano così.
In the _Temistocle,_ Rossane admits that she is distracted by jealousy:
Basta dir ch' io sono amante,
Per saper che ho già nel petto
Questo barbaro sospetto,
Che avvelena ogni piacer;
Che ha cent' occhi, e pur travede,
Che il mal finge, il ben non crede;
Che dipinge nel sembiante
I deliri del pensier.
Serse declares that silence is more eloquent than words:
Quando parto, e non rispondo,
Si comprendermi pur sai,
Tutto dico il mio pensier.
Il silenzio è ancor facondo,
E talor si spiega assai
Chi risponde col tacer.
Temistocle fears no tortures, and is proud of dying:
Serberò fra ceppi ancora
Questa fronte ognor serena;
E la colpa, e non la pena,
Che può farmi impallidir.
Reo son io; convien ch' io mora,
Se la fede error s'appella;
Ma per colpa così bella
Son superbo di morir.
It is a law of nature that we feel for that sorrow which we have felt
ourselves:
È legge di natura
Che a compatir ci move
Chi prova una sventura
Che noi provammo ancor;
O sia che amore in noi
La somiglianza accenda;
O sia che più s'intenda
Nel suo l'altrui dolor.
A noble prisoner feels himself superior to his cruel oppressor:
Guardami prima in volto,
Anima vile, e poi
Giudica pur di noi
Il vincitor qual è.
Public-domain text, read in full here on John Shaqi.
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