Life and Letters of Thomas Cromwell, Vol. 1 of 2: Life, Letters to 1535Merriman, Roger Bigelow
History
Life and Letters of Thomas Cromwell, Vol. 1 of 2: Life, Letters to 1535
Merriman, Roger Bigelow
Cromwell, Thomas, Earl of Essex, 1485?-1540
riabbracciò il Frescobaldo, e volto a l’armiraglio, et ad altri prencipi
e signori che con lui erano venuti a desinare, disse: Signori, non vi
meravigliate de le amorevoli dimostrazioni che io faccio a questo
gentiluomo Fiorentino, perchè queste sono parte di pagamento d’infiniti
obblighi che io conosco e confesso di avergli, essendo nel grado che
sono per mezzo suo, et udite come. A l’ora, a la presenza di tutti,
tenendo sempre per mano il gentiluomo Fiorentino, narrò loro in che modo
era capitato a Firenze, e le carezze che da lui aveva ricevute; e così
tenendolo sempre per mano, se ne salirono le scale, e giunti in sala si
misero a tavola. Volle il Contestabile che il Frescobaldo gli stesse
appresso, e sempre l’accarezzò amorevolissimamente. Desinato che si fu e
quei signori partiti, volle il Contestabile saper la cagione, per la
quale era il Frescobaldo ritornato a Londra. Narrogli a l’ora tutta la
sua disgrazia il Frescobaldo, e che non gli essendo rimaso, de la casa
in fuori in Firenze et un podere in contado, quasi niente, se non quei
quindeci mila ducati che in Inghilterra deveva avere, e forse duo mila
in Ispagna, che per ricuperargli s’era ne l’Isola trasferito. Or bene
sta, disse il Contestabile. A le cose passate, che fatte non sieno, non
si può trovar rimedio; ben mi posso con voi dolere de gl’infortunii
vostri, come con il core faccio; al rimanente si darà tal ordine, che
voi ricuperarete tutti i vostri danari che qui devete avere, e non vi si
mancherà di quello che io potrò, assicurandovi, che la cortesia che
m’usate, non mi conoscendo altramente, mi vi rende di modo ubbligato che
sempre sarò vostro, e di me e de le mie facultà potrete disporre come io
proprio, e non lo facendo, il danno sarà vostro, nè più farò offerta
alcuna, parendomi che sarebbe superflua. Basti che questo vi sia ora per
sempre detto. Ma leviamoci et andiamo in camera, ove il Contestabile
serrato l’uscio, aperse un gran coffano pieno di ducati, e pigliandone
sedeci gli diede al Frescobaldi, e gli disse: Eccovi, amico mio, i
sedeci ducati che mi donaste al partir di Firenze, eccovi gli altri
dieci che vi costò il ronzino che per me comperaste, et eccovene altri
dieci che spendeste in vestirmi. Ma perchè essendo voi mercadante, non
mi par onesto che i vostri danari debbiano esser stati tanto tempo
morti, ma s’abbiano guadagnato, come è il costume vostro, eccovi quattro
sacchetti di ducati, in ciascuno de i quali sono quattro mila ducati.
Voi in ricompensa de i vostri ve gli pigliarete, godendogli per amor
mio. Il Frescobaldo, ancor che da grandissime ricchezze fosse caduto in
gran povertà, nondimeno non aveva perduto la sua generosità d’animo, e
non gli voleva accettare, ringraziandolo tutta via di tanta sua
cortesia; ma a la fine astretto per viva forza dal Contestabile, che gli
desse tutti i nomi in nota de i suoi debitori; il che Frescobaldo fece
molto volentieri, mettendo il nome dei debitori e la somma che gli
devevano.
Public-domain text, read in full here on John Shaqi.
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