Three Philosophical Poets: Lucretius, Dante, and Goethe — Dante Alighieri — John Shaqi
Three Philosophical Poets: Lucretius, Dante, and Goethe
Dante Alighieri · en
Volgeva il mio disiro e il _velle,_
Si come rota ch’ egualmente è mossa,
L’ amor che move il sole e l’ altre stelle.
[6] _Vita Nuova_, § 22: Secondo l’ usanza della sopradetta cittade,
donne con donne, e uomini con uomini si adunino a cotale tristizia;
molte donne s’ adunaro colà, ove questa Beatrice piangea pietosamente,
&c.
Also, _Purgatorio_, xxxi. 50, 51:
Le belle membra in ch’ io
Rinchiusa fui, e sono in terra sparte.
[7] _Vita Nuova_,§ v.
[8] _Schermo della veritade_,--natural philosophy.
[9] _Convito_, II. cap. 16: _Faccia che gli occhi d’ esta Donna miri_;
gli occhi di questa Donna sono le sue _dimostrazioni_, le quali dritte
negli occhi dello intelletto inhamorano l’ anima, libera nelle
condizioni. Oh dolcissimi ed ineffabili sembianti, e rubatori subitani
della mente umana, che nelle dimostrazioni negli occhi della Filosofia
apparite, quando essa alli suoi drudi ragiona! Veramente in voi è la
salute, per la quale si fa beato chi vi guarda, e salvo dalla morte
della ignoranza e delli vizi.... E cosi, in fine di questo secondo
Trattato, dico e affermo che la Donna, di cui io innamorai appresso lo
primo amore, fu la bellissima e onestissima figlia dello Imperadore
dell’ universo, alla quale Pittagora pose nome _Filosofia_.
[10] _Purgatorio_, xvii. 106-11:
Or perchè mai non può dalla salute
Amor del suo suggetto volger viso,
Dall’ odio proprio son le cose tute:
E perchè intender non si può diviso,
E per sè stante, alcuno esser dal primo,
Da quello odiare ogni affetto è deciso.
[11] _Inferno_, iii. 64-66:
Questi sciaurati, che mai non fur vivi,
Erano ignudi e stimolati molto
Da mosconi e da vespe ch’ erano ivi.
[12] _Ibid._, iv. 41, 42:
Semo perduti, e sol di tanto offesi
Che senza speme vivemo in disio.
Cf. _Purgatorio_, iii. 37-45, where Virgil says:
“State contenti, umana gente, al _quia_;
Chè se potuto aveste veder tutto,
Mestier non era partorir Maria;
E disiar vedeste senza frutto
Tai, che sarebbe lor disio quetato,
Ch’eternalmente è dato lor per lutto.
Io dico d’Aristotele e di Plato,
E di molti altri.” E qui chinò la fronte;
E più non disse, e rimase turbato.
[13] _Inferno_, ix. 106-33, and x.
[14] _Ibid_., xxviii.
[15] _Inferno_, iii. 124-26:
E pronti sono a trapassar lo rio,
Chè la divina giustizia gli sprona
Si che la tema si volge in disio.
[16] _Purgatorio_, xxi. 61-69:
Della mondizia sol voler fa prova,
Che, tutta libera a mutar convento,
L’alma sorprende, e di voler le giova....
Ed io che son giaciuto a questa doglia
Cinquecento anni e più, pur mo sentii
Libera volontà di miglior soglia.
[17] _Inferno_, xiv. 63-66: